MISTERI BANCARI ONLINE E TELEFONICI

La “chiavetta” bancaria è un piccolo, efficiente strumento di verifica che, ogni volta che viene sollecitato, genera un numero casuale che, per la sicurezza del cliente della banca, deve essere usato entro venti secondi per accedere ai servizi bancari online ovvero per confermare operazioni online come pagamenti di imposte o acquisti o vendite di titoli o altro ancora. Si tratta di uno strumento che, per evidenti motivi, risulta assolutamente sicuro e che infatti ogni utilizzatore può confermare di avere sempre utilizzato con pieno successo e con grande facilità, senza mai incorrere in problemi di alcun tipo.

Da diverso tempo, però, la Banca Intesa ha messo in atto una campagna martellante finalizzata a indurre i clienti a rinunciare alla cosiddetta “chiavetta” generatrice di numeri casuali in favore di un nuovo sistema di accesso e verifica online basato sui telefoni cellulari. Per quale motivo, la banca non soltanto ha deciso di sostituirlo ma ha anche iniziato una fastidiosa campagna pubblicitaria per indurre i clienti a restituire al più presto le ottime chiavette per imbarcarsi nel nuovo sistema basato sulla telefonia mobile. Sfortunatamente, i miei nervi hanno ceduto all’insistenza dei proponenti e ho accettato il nuovo sistema che prevede che il numero casuale giunga direttamente dalla banca per mezzo di un SMS da utilizzare non so entro quanti secondi o minuti, ma questo non importa affatto dato che l’SMS suddetto arriva con molto comodo, normalmente dopo 8-12 minuti, quando la sua validità è ormai scaduta. Il risultato è che l’accesso a qualsiasi operazione bancaria online è diventato impossibile o, nel caso in cui si sia fortunati, molto problematico.

Secondo un altro utente “È una immane idiozia quella che hanno realizzato – esempio: vado in Giappone due mesi, per lavoro? Sono costretto a mantenere attiva la mia SIM italiana, con tutti i costi collegati, solo per questa stupidata. Esempio 2: vado in Mozambico, mi fregano il telefono, non posso più fare nessuna operazione bancaria.”

Ci si chiede quali eventuali interessi o accordi con le potenti compagnie telefoniche abbiano spinto gruppi di sedicenti austeri operatori economico-finanziari a voler sostituire un sistema semplice, efficiente e assolutamente sicuro come quello della chiavetta con un precario SMS che in genere arriva dopo alcuni minuti, quando la sua validità è già scaduta. Non posso saperlo, ma certo è che all’apertura della banca online sullo schermo del computer si legge una singolare pubblicità che recita a lettere cubitali: “Il nuovo Samsung Galaxy S10+ da 58 GB a 52 euro al mese e gli auricolari Galaxy Buds in omaggio. Con Per Te Prestito Diretto a tasso zero e senza anticipo”. Sarebbe troppo chiedere di non essere costretti ad acquistare questo costoso aggeggio per sostituire obbligatoriamente una chiavetta che andava benissimo e aveva costo zero?

Renato Massa

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