BASTA SCIOCCHEZZE MIGRATORIE, PER FAVORE

Il dibattito (stavo per scrivere la rissa, ma è anche peggio di così) sul tema dei migranti ha toccato forse il punto più basso possibile con il recente intervento di Baglioni, peraltro non valutabile come opinione personale di un cantante ma a mio parere interpretabile come voce ufficiale di un qualche potere che per il momento lascerò indefinito. Cercherò ora di riassumere l’intera questione premettendo alcune constatazioni non contestabili:

  1. Il movimento da un’area povera di risorse a un’altra ricca è un fenomeno anzitutto naturale per qualsiasi specie di animale prima ancora che per gli esseri umani.
  2. Gli esseri umani possono (o meglio potrebbero) tentare di influire sul suddetto fenomeno naturale con iniziative economiche capaci di mitigarlo, cosa che purtroppo è accaduta in misura finora piuttosto modesta e perlopiù non legata al cosiddetto mondo occidentale.
  3. Gli esseri umani possono anche esasperare il fenomeno, cosa che per esempio è effettivamente accaduta nell’ultimo decennio nel caso della Siria e della Libia, aggredite con falsissimi pretesti a causa di interessi economici USA e UE
  4. Il ruolo del papa come capo religioso non può essere di proporre soluzioni politiche, che comunque sarebbero irrise e ignorate da chi crea il problema quanto invece di limitare le sofferenze dei migranti suggerendo di accoglierli con generosità. Questo suggerimento, a mio parere, va considerato in senso generale, lasciando la sua pratica attuazione alla politica.
  5. Il ruolo della politica è da un lato di regolamentare il flusso migratorio alla luce della realtà economica e occupazionale dei diversi paesi potenzialmente meta dei migranti, dall’altro di operare sul tessuto economico e sociale della comunità internazionale per mitigare e quando possibile abolire gli effetti nefasti del cosiddetto neoliberismo.

Appare dunque ovvio che chi oggi predica l’accoglienza indiscriminata senza peraltro minimamente contestare i guasti economici, militari e sociali del sistema neoliberista che ci affligge ormai nella sua forma peggiore da ben 30 anni (1989-2019) non è in buona fede oppure è stupido. A un cantante evidentemente solidale con una dirigenza politica che evidentemente lo favorisce preferisco di gran lunga un ministro che, pur conscio dell’impossibilità di risolvere da solo un problema che travalica i confini dei singoli paesi europei ed extraeuropei, almeno agisce in modo da mantenere in evidenza un enorme problema che invece i finti buonisti e d’altro canto anche i critici del papa hanno contribuito soltanto a esasperare. Personalmente, ritengo che l’uscita dell’Italia dalla NATO o quantomeno una presa di posizione italiana contro l’utilizzo indiscriminato e illegale di basi NATO per aggredire pacifici paesi afro-asiatici e sudamericani gioverebbe ben di più delle chiacchiere vuote di cantanti o calciatori. In caso contrario, prepariamoci tra breve tempo ad accogliere (a braccia aperte ma a mani vuote) una nuova ondata migratoria, stavolta di yemeniti.

Renato Massa

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