La “mano invisibile” e il già defunto “Washington consensus”

La ormai cronica crisi economico-finanziaria del mondo occidentale è scoppiata e si è man mano complicata nel contesto di una ferma convinzione della maggioranza degli economisti, mainstream quelli del cosiddetto Washington consensus: la necessità di un non-intervento dello Stato nella complessa ragnatela dei rapporti economici che si sviluppano in quello che essi definiscono un “libero mercato”, nella dichiarata convinzione che tale ragnatela sia paragonabile a un ecosistema biologico che infine deve trovare da sé il suo equilibrio senza bisogno di interventi esterni. Questa è la ormai famosa “mano invisibile” di Adam Smith che gli economisti occidentali si affannano a citare con una insistenza che, nella drammatica fase attuale, mi ricorda ormai la genetica di Lysenko nell’Unione Sovietica del primo ventesimo secolo.

Sono un biologo, non un economista, ma non intendo di certo negare la validità del confronto tra sistemi economici e sistemi ecologici. Ciò che invece vorrei far notare è la probabile mancanza di una profonda comprensione della dinamica degli ecosistemi da parte degli economisti cosiddetti neo-liberisti. Infatti, è vero che gli ecosistemi possono raggiungere uno stato di meta-equilibrio (cioè di equilibrio metastabile, comunque sempre soggetto a essere modificato da occasionali, inevitabili disturbi), ma tale precario equilibrio può richiedere tempi molto lunghi per essere raggiunto e comunque comporta il sacrificio di un gran numero di popolazioni che semplicemente finiscono per estinguersi non riuscendo a competere efficacemente per una nicchia ecologica nel corso degli avvenimenti storici che si verificano. Era questo che si voleva?

Inoltre, i moderni ecologi hanno anche accertato che le condizioni all’equilibrio finale non sono in alcun modo prevedibili e dipendono in larga misura dalle condizioni iniziali e dalle vicende storiche, compresi gli inevitabili e ricorrenti disturbi.

Debbo anche aggiungere una importante notazione di tipo semantico: le cosiddette comunità ecologiche non sono in alcun modo equivalenti alle comunità umane dato che comprendono tutte le specie che vivono in una determinata area e che intrattengono tra di esse rapporti di natura non solo cooperativa ma anche competitiva, predatoria e parassitaria. Una comunità umana consiste, dal punto di vista ecologico, in una piccola popolazione omogenea di una sola specie che tuttavia è divisa in piccoli gruppi che ricoprono diversi ruoli, mentre una comunità ecologica comprende molte popolazioni di diverse specie di predatori, prede, parassiti, competitori e via dicendo. Il confronto non regge a meno che le comunità ecologiche non vengano confrontate con comunità economiche, popolazioni di aziende piccole e grandi, multinazionali etc. In ecologia, come in economia, il risultato finale delle interazioni all’interno di una comunità non è prevedibile nel dettaglio ma ciò che, in linea di massima, può essere previsto è la progressiva scomparsa di un notevole numero di specie (in economia aziende) che non riescono a trovare un’adeguata nicchia ecologica nelle nuove condizioni. Tale scomparsa può divenire massiccia e drammatica nel caso in cui l’ecosistema venga invaso da una specie aliena a ecologia generalista, un caso che, passando dall’ecologia all’economia, pare fatto su misura per descrivere l’irruzione di multinazionali a vocazione finanziaria in un mercato tradizionalmente suddiviso in piccole nicchie specialistiche occupate da piccole e medie aziende specializzate.

Non è che in natura non esistano le invasioni ecologiche di predatori o competitori che, in una fase iniziale, si dimostrano altamente efficienti nel fare scomparire i loro competitori o le loro prede. Nell’isola di Guam, l’arrivo di una singola specie di serpente ha causato, negli anni recenti, la scomparsa di una dozzina di specie di uccelli; nel lago Vittoria, l’introduzione del persico africano ha causato l’estinzione di circa 200 specie di pesci. Questi drammatici eventi hanno avuto come conseguenza una riduzione di efficienza dell’ecosistema perché la suddivisione delle risorse esistenti in numerose nicchie aumenta fortemente l’efficienza del loro sfruttamento da parte di una miriade di soggetti specializzati mentre l’arrivo di un invasore generico spazza via le vecchie nicchie sostituendole con un’unica nicchia nuova ad ampio spettro che tuttavia non potrà mai essere paragonata, in efficienza, al complesso delle nicchie specialistiche distrutte.

Dunque, la “mano invisibile” non solo non esiste ma se anche esistesse non garantirebbe veramente nulla, e se l’economia è davvero paragonabile all’ecologia – come io credo che sia il caso – si può prevedere che essa favorisca le grosse organizzazioni generiche su quelle piccole specialistiche con la conseguenza di una minore efficienza energetica e di una massiccia estinzione di specie che, in termini economici, significa chiusura di aziende, perdita di posti di lavoro e crisi.

I moderni biologi e naturalisti hanno compreso da molto tempo che ciò che accade in natura non è sempre auspicabile o applicabile alle società umane. In natura accade praticamente tutto e il contrario di tutto ma le società umane non possono tollerare tutto, hanno, o dovrebbero avere, le loro regole conquistate nel corso dei secoli di civilizzazione e in genere vogliono dirigere e non subire l’evoluzione degli ecosistemi, tanto è vero che a questo scopo hanno inventato l’agricoltura, la silvicoltura, l’allevamento degli animali, la politica economica. Oggi è giunto il tempo di dire chiaramente che la “mano invisibile”, se anche esistesse, non ci converrebbe e non ci interesserebbe affatto né in ecologia né tantomeno in economia. In pratica, che alla UE la natura offre due sole possibilità: o rapida e radicale evoluzione o estinzione

 

Renato Massa

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...