Il Club dei Naturalisti contro l’ultra-animalismo

C’è un interessante fenomeno che è possibile osservare nell’evoluzione numerica dei cosiddetti fan della nostra pagina Club dei Naturalisti che attualmente si avvicina ormai alle diecimila unità. La pagina procede in avanti con un aumento di 20-25 nuovi fan alla settimana, ma improvvisamente può perdere 5-15 fan in un solo giorno e magari ricevere anche recensioni estremamente negative (e francamente molto disoneste).

Abbiamo notato che ciò accade quando si pubblicano articoli non graditi alla parte culturalmente più debole dei fan, per esempio articoli di doverosa difesa dell’attività circense dalle ingiuste accuse di maltrattamento degli animali oppure di denuncia delle malefatte dei gatti domestici lasciati liberi in natura. C’è gente oggi a cui non piace sentirsi dire che il circo – piaccia esso o non piaccia come spettacolo – non maltratta i suoi animali, non potrebbe assolutamente farlo del resto, quantomeno perché nessun animale si lascerebbe addestrare a forza di maltrattamenti. Alla gente non piace nemmeno sentire parlare meno che bene degli adorati gatti che talora si pensa che debbano essere lasciati liberi di circolare fuori dalle case che li ospitano e di uccidere tutti gli uccelli, gli animaletti pelosi, i ramarri e i serpentelli che essi gradiscono.

Il fatto è che alcune categorie di fan delle pagine di natura ritengono di sapere già tutto sull’argomento e si comportano di conseguenza, proprio come gli anti-vaccinisti, cioè – per riprendere una colorita espressione del dottor Burioni – come somari raglianti. Somari molto pericolosi peraltro, non di certo per il noioso ritardo del nostro desiderato traguardo dei diecimila fan quanto per le conseguenze sociali del dilagante ultra-animalismo becero e talvolta persino criminale di cui alcuni  ritengono di sapere già tutto non solo sul tema del circo e dei gatti, ma anche sui maltrattamenti dei cani, dei topi, dei piccioni, sulla sperimentazione farmacologica, sugli zoo e su qualsiasi argomento che concerna gli animali, specialmente domestici.

Con libertà di accusa in stile Santa Inquisizione nei confronti di terzi e d’altra parte totale impunità per se stessi non solo quando effettivamente maltrattano animali senza saperlo ma anche quando si servono di dati falsificati per ottenere risultati politici ed economici, per esempio presentando documenti falsi contro i circhi al parlamento italiano, oppure quando combinano oscuri pasticci amministrativi, per esempio facendo sparire nel nulla gli animali ad essi affidati a titolo oneroso, come accadde al cosiddetto Centro di recupero del Semproniano dove una parte degli animali potrebbe essere stata rubata per essere venduta a collezionisti stranieri e un’altra parte potrebbe essere semplicemente deceduta a causa di cure inadeguate ma non dichiarata tale per continuare a percepire il generoso contributo dello Stato per il loro mantenimento.

Può essere accettabile tutto questo? Certo che no, anche se ci rendiamo perfettamente conto che la macchina mediatica degli ultra-animalisti è ormai talmente efficace da garantire donazioni, quote associative e assegnazioni di animali sequestrati con relativi contributi di mantenimento anche contro l’evidenza dei fatti. Ci rendiamo anche conto che chiunque desideri ristabilire la verità dei fatti si troverà ad affrontare enormi difficoltà non soltanto perché ci si trova a fronteggiare qualcuno che si è ormai arricchito in danaro e in potere grazie alle sue molto discutibili attività ma anche perché il grande pubblico è perfettamente convinto che non solo la forza ma anche la ragione stia dalla sua parte.

Perciò non accetteremo di scendere a compromessi politici né di adottare comportamenti meno che corretti e continueremo a sopportare serenamente anche qualche defezione della parte culturalmente più debole dei nostri fan. Perché non vale essere in tanti se non si hanno anche le idee chiare sui modi scientificamente giusti ed eticamente corretti per conservare la natura.

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