PERCHE’ IO, NATURALISTA, DIFENDO I CIRCENSI

 

Su una pagina a carattere naturalistico-scientifico come la nostra, le persone con tendenze più o meno marcate di tipo animalista non trovano normalmente nulla da obiettare finché non si parla di zoo o, peggio ancora, di circhi equestri. Allora c’è sempre qualcuno che salta fuori accusandoci, spesso con virulenza, di collusione con il demonio e di indegnità assoluta a portare il nostro nome di naturalisti.

Per quanto riguarda gli zoo, c’è da dire che oggi la polemica si è alquanto sopita per molte buone ragioni di carattere scientifico, didattico e anche tattico che non starò qui a ricordare. Non così per i circhi che oggi, per diversi motivi contingenti, sono diventati il bersaglio preferito degli animalisti più venali.

La critica che ci viene gettata addosso riguarda la non pertinenza dei circhi nel campo degli studi di tipo naturalistico e di conseguenza la nostra indebita intrusione in un campo che non ci compete. Perché mai difendiamo i circhi invece di occuparci soltanto di storie naturali di animali, piante e funghi?

In realtà, il primo motivo per cui noi ci sentiamo in dovere di difendere i circhi non è affatto di tipo naturalistico ma semplicemente civile e morale. Per anni i circensi sono stati accusati di torturare gli animali per addestrarli. Questa era già di per sé stessa una odiosa calunnia ma, oltre tutto, era anche un’informazione fake, cioè falsa e tecnicamente sbagliata e dunque scientificamente inaccettabile perché nessun addestramento sarebbe mai possibile con simili metodi. Si tratta dunque di un doveroso debunking, tanto più importante quanto meno numerosi sono i soggetti in grado di effettuarlo. Tuttavia c’è di più, dato che alcuni esercizi circensi suggeriscono capacità inesplorate di animali fino a questo momento sottovalutati. Penso, per esempio, alla composizione di puzzle discretamente complessi da parte dei pappagalli, capacità della quale nessuno si era accorto finché qualcuno non ha addestrato questi uccelli a riconoscere forme, colori, suoni e altro ancora. Penso ancora alle capacità naturali di gioco dei mammiferi e anche degli uccelli che alcuni esercizi circensi mettono in evidenza. Si tratta di capacità che gli animali sono ben lieti di avere l’occasione di mettere in atto perché implicitamente sentono finalmente riconosciute alcune capacità che ben pochi sospettavano che essi possedessero.

Ma c’è ancora di più. Mi dispiace dirlo chiaro e tondo ma, secondo me, c’è qualcosa di molto serio che non va nel tentativo oggi in atto di fare approvare una legge che privi i circhi dei loro animali. C’è anche e soprattutto alla luce della convenzione tra LAV e corpo dei carabinieri forestali da poco firmata. Il meccanismo è semplice. L’associazione animalista denuncia qualcuno per presunti maltrattamenti, i nuovi carabinieri forestali intervengono e, in attesa del giudizio della magistratura, magari operano un sequestro cautelativo. Poi, dopo qualche mese o magari anche qualche anno, un giudice trova che maltrattamento non c’era o, anche se trovasse che c’era, lo trova alla luce di una legge scritta in modo generico e anodino che, in assenza dell’intervento di un autentico esperto, non garantisce affatto l’equità del giudizio. E come potrebbe farlo, d’altra parte? Fin troppo evidente è infatti il conflitto di interesse visto che il denunciante  animalista è anche il possibile e probabile destinatario dell’affidamento oneroso degli animali sequestrati. Insomma, tutto ciò mi ricorda sinistramente coloro che nel passato denunciavano una certa categoria di cittadini ricevendo poi come compenso una percentuale dei loro beni. Mi domando come sia stato possibile scendere, penso e spero inavvertitamente, fino a questo punto di degrado civile e per giunta accusare di collusione coloro che si sforzano di difendere i circhi dalle infondate accuse di maltrattamento che vengono loro lanciate da persone che, come minimo, sono pesantemente disinformate nel merito.

Perciò non chiedetemi mai più perché io, naturalista, difenda i circhi. Li difendo innanzi tutto perché è giusto farlo come cittadino e come scienziato, li difendo perché si trovano sotto un ingiusto e ingiustificabile attacco da parte di persone che farebbero bene soltanto a tacere e a lasciare lavorare in pace i circensi. Non fanno male a nessuno e invece c’è qualcuno che vorrebbe fare loro del male. Pesantemente.

Renato Massa

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6 pensieri su “PERCHE’ IO, NATURALISTA, DIFENDO I CIRCENSI

  1. Finalmente qualcuno che ha capito come stanno le cose! Grazie e bravo! Non sono una circense! Ma amo i circensi perché loro amano veramente i loro animali!

  2. Non sono una circense ma amo il circo classico (con animali).da troppo tempo assisto ad una diffamazione sfociata ormai in guerra aperta contro i circensi. Addirittura se si prova a commentare sulle pagine lav o di altri animalisti esprimendo un parere favorevole al circo, si viene derisi e bloccati anche se non si è offeso nessuno. Trovo tutto questo ridicolo e paragonabile ad un regime ditattoriale oltre che altamente discriminante nei confronti di una miniranza lavorativa. Per cui infinite grazie all’autore di questa pagina

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