PER NOI VALE LA SCIENZA, NON IL COSIDDETTO BUONSENSO

Qualcuno si è sdegnato e ci ha abbandonato, qualcun altro, prima di andarsene, ha anche voluto vendicarsi appioppandoci una valutazione della pagina fortemente negativa, come se la nostra produzione fosse spazzatura, qualcuno si è ritenuto addirittura insultato quando abbiamo cercato di correggerlo. La nostra colpa? Avere difeso i circhi dalla condanna a morte che il parlamento italiano potrebbe loro decretare con la benedizione degli animalisti. Gli animalisti organizzati ispirano le leggi, il popolo crede e approva. Se noi non approviamo, allora è chiaro che siamo fuori dalla legge e anche fuori dalla morale. Non è così?

Purtroppo non è così. Il problema è che la proposta di legge ispirata dagli animalisti si basa su dati falsi oppure interpretati al rovescio. Gli animali mantenuti in condizioni domestiche non è che non possano soffrire proprio come noi, ma non soffrono di certo quando lavorano (tutto sommato, in natura lavorano molto di più) e nemmeno quando vengono addestrati (in natura hanno pure bisogno di un addestramento). Anzi, la collaborazione operativa tra uomini e animali è proprio una bella cosa da incoraggiare in ogni modo e di certo non da condannare e perseguire.

Noi, come naturalisti, siamo interessati solo marginalmente alla questione dei circhi. Pochi sono invero gli esercizi presentati nei circhi che ci insegnano qualcosa sugli animali che li eseguono. Esemplare, per esempio, quello di alcuni pappagalli che si mostrano capaci di comporre puzzle, dimostrando così un’intelligenza assai maggiore rispetto a quella di cui la gente ritiene che siano dotati. Forse, se i circhi fossero stati contattati da gente amichevole invece che da vampiri desiderosi di succhiare il loro ultimo sangue, di questi esercizi ne sarebbero stati inventati anche di più. Forse, i nostri ex-fan che hanno abbandonato e/o colpito il Club dei Naturalisti con giudizi non lusinghieri desideravano che noi ci comportassimo come tifosi delle squadre animaliste in campo e non come giudici attenti in primo luogo ai problemi di conservazione e in secondo luogo a quelli di benessere degli animali, anche domestici. Per quanto riguarda questi temi, non c’è dubbio: agli animalisti duri la conservazione non interessa. “Si estinguano pure, purché non soffrano” sentenziano e a poco a poco hanno convinto il popolo di essere gli unici veri giudici della sofferenza degli animali. Gli studi dei naturalisti, dei biologi, dei veterinari non contano più nulla, solo la propaganda animalista conta. Il nostro rapporto con gli animali è alterato e turbato da una situazione nuova, paragonabile all’esplosione dell’anti-vaccinismo. Non sono un sociologo e non posso seriamente immaginare che cosa stia accadendo ma sospetto che questa sia una sorta di reazione allergica a un mondo che non funziona più. I politici ci hanno raccontato un mucchio di balle e il risultato pratico delle loro azioni è la decadenza economica, culturale e sociale del nostro paese. La reazione popolare è il rifiuto di tutto ciò che è o sembra basato sulla scienza, nella ferma convinzione che il “buonsenso” possa rivelare molto di più di eventuali analisi approfondite che forniscano risultati contrari alle opinioni generalmente circolanti e dunque anche prevalenti. Senza riflettere sul fatto che la politica recente ha barato, che non ha proprio nulla a che vedere con la scienza.

Quella dell’animalismo becero non è la nostra strada e noi non la percorreremo mai. Siamo convinti che un corretto e anche empatico rapporto con gli animali possa soltanto derivare dal loro studio e dalla loro conoscenza. Per questo non ci siamo mai espressi contro gli zoo, i circhi e i delfinari correttamente condotti ma ci siamo invece espressi contro la cattura e l’imprigionamento di orsi considerati a torto “problematici” da amministratori pubblici turbati da pensieri analoghi ma contrari rispetto a quelli degli animalisti. E di questi ultimi possiamo infine dire anche qualcosa di buono: dobbiamo ringraziarli per essere riusciti a fermare lo stupido massacro di volpi voluto da certi cacciatori poco aggiornati. Bravi, continuate così e lasciate in pace chi gli animali li ama gratis e non si sogna certo di massacrarli.

 

Renato Massa

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Un pensiero su “PER NOI VALE LA SCIENZA, NON IL COSIDDETTO BUONSENSO

  1. Siete naturalisti; conoscete, perdonatemi l’atroce gioco di parole, la natura naturale e non la versione disney che vogliono vedere tanti pseudoanimalisti.
    Per loro vale una frase contenuta in un tweet del cicap: “mai lasciare che la realtà rovini una bella teoria! ;-)”.

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