UNA VALANGA DI NO

Una ventina di anni fa, quando mi trovavo nel pieno della mia attività di biologo e di pianificatore del territorio, aderii a un gruppo di lavoro che comprendeva professionisti di diverse tendenze non solo tecniche ma anche politiche. Mi spiegarono che, per ottenere incarichi professionali da amministrazioni regionali potenzialmente di colore variabile era necessario che, in qualunque tipo di regime, fosse mantenuto un solido legame almeno con qualcuno del gruppo. Questa semplice precauzione, presa da un gruppetto di singoli naturalisti, architetti e ingegneri pare invece che sia rimasta estranea alla cosiddetta Commissione Europea che evidentemente era talmente compromessa politicamente con la banda sedicente neoliberista dominante sul mondo da un quarto di secolo da non riuscire nemmeno a immaginare che la situazione potesse improvvisamente cambiare. Solo così si possono interpretare le demenziali esternazioni di molti noti rappresentanti della Commissione quale il presidente Juncker o l’alta rappresentante per la politica estera Mogherini. Non c’è da stupirsi che, dopo gli accidenti lanciati al presidente eletto degli USA Donald Trump da questi e da altri politici europei, il suddetto Trump abbia preferito educatamente ignorarli e abbia iniziato la sua attività pre-presidenziale con una lunga e cordiale telefonata al presidente russo Putin.

Questa Europa autoritaria, bellicista, strozzina, legata mani e piedi alle banche di affari e assolutamente ostile ai normali cittadini non ha avuto nemmeno la minima capacità di previsione che doveva suggerire ai suoi politici di essere piuttosto cauti nello schierarsi per un candidato USA invece che per un altro. Invece, tutti o quasi si sono schierati a favore della Clinton, politica di lungo corso, d’accordo, però accusata di assassinii e di una politica becera e bellicista che evidentemente era andata sempre bene ai super-corrotti politici europei.

Devo dire di essere rimasto molto male di fronte a un simile spettacolo, non solo moralmente parlando ma anche tecnicamente. Per anni mi ero crogiolato nell’idea che l’occupazione americana del nostro territorio che prosegue da oltre settanta anni, gli eccessi anti-umani dell’alleanza atlantica in Irak, Afghanistan, Jugoslavia, Libia, Siria, Yemen fossero crimini ai quali i nostri deboli politici erano stati trascinati per i capelli da un padrone avido, egoista e violento. Ora mi debbo per forza ricredere, rendendomi conto del fatto che la realtà è un’altra, che i crimini contro l’umanità commessi in questo ultimo quarto di secolo hanno visto la complicità completa di Francia, Regno Unito, Italia, Germania, Belgio, Olanda, che la mentalità coloniale e rapace dei paesi europei non ha mai conosciuto requie ma si è rinnovata e si è per così dire rinverdita sotto l’egida protettrice dei padroni del Nuovo Mondo. Siamo stati governati da un pugno di traditori della patria, ritengo anche corrotti perché non si vede davvero perché mai persone non profondamente corrotte dovrebbero collaborare volontariamente ad azioni spregevoli quali i bombardamenti di Bagdad o di Belgrado con la relativa distruzione di paesi in ottime condizioni economiche.

Dunque, se ne può trarre anche un’altra deduzione: l’elezione del presidente Trump è stata contrastata dalla quasi totalità della stampa occidentale per motivi molto triviali e concreti: l’elite politica della comunità occidentale, per inconfessabili interessi di bottega, si era allineata e compattata sul nome di Hillary Clinton con le più spudorate menzogne nonostante che, o forse proprio perché, i suoi programmi politici rischiassero di condurre il mondo verso la guerra.

Ci siamo salvati per un soffio da un disastro ma la lotta per la nostra liberazione è appena iniziata: ora, per poterci unire alla rivoluzione economica che sta per incendiare il mondo, dobbiamo abbattere la Bastiglia italiana del neoschiavismo (sedicente neoliberismo), dobbiamo rifiutare la costituzione scritta dalla grande finanza con una valanga di NO il giorno 4 dicembre.

Renato Massa

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