AUGURI, mr. TRUMP

Un giorno dopo l’elezione a presidente di Donald Trump ecco comparire sulle strade delle città americane nutriti gruppi di giovani con cartelli di protesta. Protesta spontanea? Potrebbe anche essere ma non mi pare proprio, visto che a pochi passi dalle folle sdegnate dell’esito inatteso del voto popolare, sono parcheggiati autobus a decine, forse noleggiati da qualcuno che desiderava facilitare le contestazioni. Al secondo giorno ecco arrivare su Avaaz una lettera aperta di questo tenore:

“Caro signor Trump,

 Quello che lei sta facendo non ha nulla di “grande”. 
Noi, da tutto il mondo, rifiutiamo la paura, l’odio, l’intolleranza e il fanatismo delle sue parole.
Rifiutiamo il suo sostegno alla tortura, i suoi appelli all’assassinio di civili, il suo continuo richiamo generico alla violenza.
Rifiutiamo le offese a donne, musulmani, messicani, in pratica a tutti i miliardi di persone che non sono come lei, non parlano come lei, non pregano come lei.
Di fronte alle sue paure, noi scegliamo l’ascolto. Lei fa perdere la speranza nel mondo, noi la coltiviamo. Vedendo la sua ignoranza scegliamo la voglia di capire.
Come cittadini di tutto il mondo, noi siamo uniti contro la sua propaganda di odio e divisione”. 

 Forse mi sbaglierò ma non avevo notato nella propaganda di Trump tutto il veleno che invece si ritrova nelle parole degli estensori di questa strana lettera. Avevo notato francamente qualche problema nei suoi programmi, anzitutto la negazione dei problemi relativi al riscaldamento globale, poi un’eccessiva fiducia nel petrolio e poi altri affari di interesse prevalentemente americano. Avevo tuttavia apprezzato la volontà di distensione internazionale con la Russia, l’intenzione di ripristinare la divisione tra banche di risparmio e banche di affari sciaguratamente abolita da Bill Clinton nel 1999, la presa di distanza dai delitti della criminale banda internazionale Bush-Clinton-Obama che ormai da quasi un ventennio scorrazza sulla scena mondiale uccidendo leaders, bombardando paesi non disposti ad accettare diktat e ancora carbonizzndo centinaia di migliaia di persone innocenti, incentivando apertamente il terrorismo, rubando lingotti d’oro da banche centrali di paesi invasi e pretendendo in ogni angolo di mondo obbedienza a ordini demenziali. Forse saranno questi, e non quelli del tutto fasulli elencati nella ridicola lettera qui sopra riportata i veri motivi della scontentezza dell’establishment finanziario internazionale che secondo me ha ispirato la lettera. Non mi stupirebbe affatto perché l’establishment finanziario suddetto finora è riuscito a soffocare il mondo intero ogni giorno di più, a vantaggio esclusivo di una minuscola elite di corrotti traditori.

Mr Trump, io credo, noi crediamo che lei sia stato eletto per contrastare questa gente malvagia e che i suoi elettori siano stati ben capaci di distinguere i programmi dalle sue barzellette che possono o meno far ridere a seconda dell’apertura mentale delle persone che le ascoltano. Francamente non so ciò che lei potrà e vorrà fare nel corso dei quattro anni del suo mandato, ma dopo l’autentico orrore andato in scena nel doppio mandato di Barack Obama spero che lei possa fare un po’ meglio, almeno per la pace nel mondo. Da parte mia, con tutta la semplicità di chi si rende conto di essere solo un modesto pensionato, mentre la invito a ignorare le provocazioni, le esprimo i miei migliori auguri.

Renato Massa

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