Cani, gatti e legioni di imbecilli

 

 

Il podista ostunese Agostino Saponaro, nello scorso mese di settembre, è stato aggredito da quattro cani di razza pitbull mentre correva su una strada prospiciente la costa della sua città. Per salvarsi si è gettato in mare e si è immerso in apnea, azione in cui le quattro belve canine non sono riuscite a seguirlo. Soccorso prontamente, è stato trasportato in ospedale dove per le sue ferite sono stati necessari ben quaranta punti di sutura. Qualche tempo fa, commentando una notizia analoga e corrispondente, mi sono permesso di parlare di “razze di cani pericolose”, una definizione che i soliti animalisti sono riusciti a eliminare dalla legislazione vigente e che quindi, secondo il loro modesto punto di vista, dovrebbe essere anche scomparsa dalla realtà delle cose. Hanno reagito come vipere, o meglio come le “legioni di imbecilli” (Umberto Eco) di cui oggettivamente fanno parte, appioppandomi prontamente il titolo di “professore dei miei stivali”. Mi è andata ancora bene rispetto al nonno della bimba ieri aggredita da un Rottweiler mentre girava imprudentemente per case sconosciute per il dolcetto-scherzetto dell’1 novembre. Ha difeso e salvato la nipote colpendo il cagnaccio con un coltello e per questo si è beccato anche una denuncia. Credo dunque che sarebbe opportuno fare finalmente qualcosa per impedire che uno sciocco, appoggiato da legioni di altri sciocchi, possa tranquillamente detenere bestiacce pericolose di questa fatta. Basterebbe che il legislatore, invece di documentarsi presso le legioni di imbecilli per scrivere le leggi, lo facesse presso una qualche società scientifica dove si trovi qualcuno che si occupi seriamente di comportamente di animali e di razze di cani da combattimento. Certo, quando le leggi sono basate sui presupposti sbagliati derivati dalla fertile mente degli animalisti, non soltanto le cose andranno di male in peggio, ma le persone perbene non potranno avere giustizia.

Se la legislazione tutela in pratica il diritto dei cani feroci ad azzannare e magari uccidere i privati cittadini, immaginiamo allora il caso dei gatti vaganti che invece non aggrediscono affatto i tranquilli cittadini ma si limitano a distruggere sistematicamente  tutti gli uccelli, i mammiferi, i rettili e gli anfibi che riescono a catturare nel corso delle loro sistematiche incursioni al di fuori delle mura di casa. Milioni di piccoli animali vengono aggrediti e sistematicamente distrutti dai gatti vaganti, su questo dato di fatto esistono non soltanto pesanti indizi ma anche attenti studi effettuati nel Regno Unito, in America e in Australia, ma le “legioni di  imbecilli” ricordate da Umberto Eco vi fronteggiano a muso duro, negano decisamente ogni addebito e affermano con piena sicurezza di non essere in alcun modo disposti a tenere chiuso in casa il loro beniamino. Secondo loro, il felino ha tutti i diritti di scorrazzare e anche di ammazzare tutti gli animaletti che desidera e il fatto che la densità di popolazione della sua specie in versione domestica sia centinaia di volte superiore a quella dei gatti selvatici, le volpi, le martore, le faine e le puzzole messi insieme non è qualcosa che secondo loro debba essere preso minimamente in considerazione.

Ogni volta che sui cosiddetti social media compare un articolo che tenta di far chiarezza sul ruolo disastroso dei gatti sul destino della piccola fauna selvatica delle campagne, la reazione è pesantemente negazionista e addirittura ironica. Impossibile parlare con questa gente irragionevole, con loro non è praticabile alcun compromesso. Anche se suggerisci soltanto di dotare il gatto di un modesto campanellino avvisatore, i proprietari si ribellano e rivendicano, per il loro feroce beniamino, il diritto di ammazzare tutti gli animaletti che gli pare, trattandosi secondo loro di normali cose che accadono in natura. “Nessun animale ha mai causato l’estinzione di un altro animale” sentenziano infatti dall’alto della loro assoluta ignoranza. Per fortuna, però, le cose stanno lentamente cambiando. Pare che almeno l’Australia stia preparando una nuova legislazione che dovrebbe obbligare anche i proprietari dei gatti, come già quelli dei cani, a tenere i propri animali sotto stretto controllo, pena – io spero – la fucilazione sul posto come accadeva in Italia fino al 1992. Per il gatto, si intende, non ancora per il padrone che al momento dovrebbe solo pagare una multa ed eventualmente risarcire in qualche modo i danni provocati dal felino.

Renato Massa

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Un pensiero su “Cani, gatti e legioni di imbecilli

  1. Questo testo e chi l’ha scritto, ha perfettamente ragione! Io ne so qualcosa a riguardo e ne sono una vittima inascoltata. Ma leggere queste cose mi da speranza per un futuro migliore. Gli animalisti o come si definiscono non amano gli animali veri, ma sono satanisti perché amano falsi animali che sono la personificazione del male in terra.

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