PRONTI A UN GIGANTESCO BUSINESS SULLA PELLE DEGLI ANIMALI

“Viva il circo senza animali” recita uno stupidissimo slogan che ha ottenuto il successo che non può mancare a tutte le iniziative di effetto, prive di un reale fondamento. La legge sul benessere degli animali con cui ormai ci troviamo a convivere da circa un quarto di secolo permette che sette milioni di gatti possano impunemente circolare senza marcature elettroniche e persino senza una campanella facendo fuori tutti gli animaletti che desiderano (circa un centinaio di milioni, per la sola Italia) ma obietta se qualcuno fa fare un esercizio a un elefante, se qualcun altro fa correre un cavallo o un cane, se un piccolo circo si porta in giro scimmie con le mutande, che mangiano la minestra con il cucchiaio.
Gli animali – così si racconta – sono bruti e i bruti non hanno voglia né di giocare né tantomeno di lavorare. Non importa che gli etologi, e persino i bravi veterinari, dicano il contrario. La legge è di competenza dei giudici e i giudici hanno tutto il diritto di interpretare in proprio la storia naturale, di dare la patente di esperto a chi ritengono che vada data e di toglierla bruscamente anche a un eventuale studioso di fama internazionale che dica il contrario di quelle che sono ormai le loro consolidate convinzioni giuridiche, condivise dagli animalisti estremisti e da qualche furbacchione che sa fare molto bene i suoi affari. Prossimamente i giudici riconosceranno ancora, si può esserne sicuri, casi di maltrattamenti di animali domestici che non potevano passeggiare liberamente o che si erano venuti a trovare a una temperatura troppo elevata, sarà molto più facile per loro attaccare un proprietario di cani e gatti di quanto non lo sia stato per i cittadini di Genova vedere riconoscere da un tribunale europeo le sevizie della polizia sui manifestanti contro il G8, e se poi gli animalisti estremisti riusciranno anche ad abolire i circhi con animali, saranno disponibili numerosi animali da sistemare a pagamento presso centri di accoglienza e di “recupero” che stanno facendo la fortuna delle stesse persone che contribuiscono a riempirli. Un piccolo o forse grande numero di oneste aziende che lavoravano anche con gli animali saranno messe nell’angolo e magari dovranno chiudere, come è accaduto alla Green Hill di Montichiari, ma che importa? In questo disgraziato paese, il trasferimento di risorse da chi lavora a chi fa politica a modo suo è ormai una costante che sta distruggendo le fondamenta stesse della convivenza civile. Però, a quanto pare, la cosa interessa pochi.

Renato Massa

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