GOVERNI TRAGICAMENTE INADEGUATI

A New York, il 21 settembre, erano in quattrocentomila e altri duecentomila hanno sfilato altrove nel mondo per chiedere di passare finalmente all’azione per contrastare il cambiamento climatico che ormai è una realtà presente più che una minaccia futura. Non si tratta, però, di pure e semplici misure tecniche che finora non sono state messe in atto a causa del loro costo. Si tratta di molto di più, come spiega bene Naomi Klein nel suo ultimo libro uscito da appena una settimana “This changes everything”. Da circa quarant’anni, infatti, il mondo sta procedendo su una strada esattamente opposta rispetto a quella che sarebbe stata necessaria per affrontare l’emergenza climatica. Dire che non è stato fatto nulla è veramente troppo poco. In realtà sia gli USA con i loro negazionisti e guerrafondai, sia la UE con il suo ipocrita vertice economico-finanziario che continua ad affaticarsi semplicemente per togliere diritti e certezze ai lavoratori e pare semplicemente infastidito dalla questione climatica non più che da una mosca che stia ronzando nel locale delle riunioni, sia gli altri soggetti coinvolti stanno pensando a tutt’altro. L’informazione rilevante è talmente distorta da rendere quasi impossibile una valutazione seria di ciò che sta accadendo nel mondo. Questa crisi ambientale è profondamente legata a quella finanziaria e può essere affrontata soltanto con un deciso cambiamento di rotta, cioè smettendo di regalare proprietà e servizi pubblici a soggetti privati che necessariamente li considerano solo come un mezzo per fare altri soldi e riprendendo le redini di una situazione che è uscita decisamente da ogni possibilità di controllo. L’aggressiva politica estera del cosiddetto occidente (USA-UE), con le sue pretese di regolare qualsiasi questione internazionale soltanto a modo suo, ha creato da un lato l’esercito dei disperati dell’ISIS, dall’altro una serie di assurdi conflitti unilaterali che non possono e non devono assolutamente essere tenuti in piedi perché sono profondamente ingiusti e perché rischiano di fare sbandare l’intero pianeta fuori dai binari nei quali è invece indispensabile che venga finalmente costretto. Il prossimo ventennio è cruciale, gli specialisti hanno calcolato che è necessario che le emissioni di anidride carbonica vengano ridotte ogni anno del 7-8%. Per un mondo che finora ha fatto tutto il contrario sembra un obiettivo utopistico, eppure è una strettoia obbligatoria per potere sperare di non peggiorare ulteriormente la drammatica situazione nella quale stiamo precipitando. Dai nostri governanti, però, sentiamo soltanto parole assurde come PIL, crescita, sanzioni, bombardamenti e riforme nel senso di controriforme, cioè ulteriore polarizzazione delle risorse e ulteriore peggioramento della situazione ambientale internazionale. Abbiamo governi tragicamente inadeguati alla presente emergenza e al ruolo che ad essi è richiesto per affrontarla in modo concorde ed efficiente. Le parole vuote non servono più, continuare su questa cieca politica può soltanto accelerare il nostro tragico scivolamento verso il disastro.

Renato Massa

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