COME LE INFILTRAZIONI MAFIOSE

Sembra come minimo un’esagerazione, come massimo un’emerita stupidaggine e invece è un paragone calzante, importante, fondamentale. Le associazioni ambientaliste nacquero più o meno intorno agli anni settanta del secolo ventesimo, il WWF sottolineando l’importanza di evitare estinzioni irreparabili di specie bandiera, la Legambiente puntando sulla salute umana e degli ambienti naturali, altre associazioni minori con scopi più limitati come la tutela del mare, degli uccelli e via dicendo. E’ chiaro che nelle azioni di queste utilissime, meritorie associazioni doveva esserci anche la solidarietà e la pietà nei confronti degli animali. L’amore nei confronti degli animali spinge la gente a proteggerli in tutti i modi possibili e le azioni di protezione, in linea di massima, contribuiscono alla conservazione della fauna selvatica in un ambiente sano e idoneo al suo futuro.
Tutto bene così? Purtroppo no, purtroppo la protezione e le conservazione della fauna si intrecciano in modi complessi, non inestricabili certo, ma talvolta abbastanza complicati da mettere fuori strada coloro che amano gli animali senza conoscerli abbastanza. Esiste (purtroppo) un vastissimo pubblico che non fa alcuna differenza tra l’assistenza a un gatto randagio e il salvataggio degli ultimi oranghi, gorilla, rinoceronti e, non avendo né opportunità di interventi né particolare simpatia nei confronti di questi animali esotici, si dedica anima e corpo ai cani e ai gatti, alle mucche, ai maiali, al loro benessere e alla loro felicità. Il che sarebbe anche encomiabile o almeno sopportabile se qualcuno, molto furbo e affarista, non vedesse la possibilità di imbarcare in massa questa gente ingenua nelle associazioni ambientaliste veicolando il messaggio che, non potendo fare gran che per le balene, anche l’apertura di un canile o la guerra contro gli zoo sia una buona cosa. Queste infiltrazioni animaliste e minimaliste, per non dire altro, in associazioni ambientaliste nate per difendere il nostro futuro sul pianeta Terra, secondo me sono equivalenti alle infiltrazioni mafiose nella politica. In modo simile, esse deviano l’attività di associazioni importanti e meritorie verso obiettivi di scarsa o nulla importanza quando non addirittura sbagliati come la protezione delle specie esotiche introdotte o la lotta contro la sperimentazione medica. Queste  infiltrazioni animaliste molto spesso non hanno nulla a che vedere con la conservazione della natura e ben poco anche con il benessere degli animali ma contribuiscono molto alla confusione del grande pubblico e al suo impegno in battaglie sbagliate. Sono quindi in questo senso paragonabili alle infiltrazioni mafiose nella politica, dato che nascono da un lato da una profonda ignoranza della situazione reale dell’ambiente e della fauna da parte di un vasto pubblico, dall’altro da una fredda e determinata volontà di distorsione da parte di pochi. Speriamo che si possa intervenire a modificare la situazione per mezzo di una corretta informazione nei confronti dei molti bene intenzionati

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